Tabacchi e carburanti, scattano gli aumenti: cosa cambia per i consumatori

Accise in crescita su sigarette e prodotti alternativi; parificazione benzina‑diesel con effetti diversi alla pompa

La legge di bilancio 2026 introduce una serie di aumenti scaglionati che interesseranno sia il settore dei tabacchi sia quello dei carburanti. Per sigarette, sigaretti e tabacco trinciato è previsto un progressivo innalzamento dell’accisa minima tra il 2026 e il 2028. Secondo le stime, l’impatto sui listini sarà di +0,15 euro a pacchetto nel 2026, +0,25 euro nel 2027 e fino a +0,40 euro dal 2028. Le confezioni oggi vendute tra 5,30 e 5,50 euro saliranno così attorno a 5,45–5,65 euro già dal prossimo anno, con ulteriori ritocchi successivi. Aumenti graduali sono previsti anche per i prodotti a tabacco riscaldato e per i liquidi delle sigarette elettroniche. Le tabelle diffuse dalla stampa specializzata confermano per il 2026 un incremento medio di 15 centesimi a pacchetto e rincari nell’ordine di 50 centesimi per le buste da 30 grammi di trinciato. Le variazioni, tuttavia, potranno differire in base a marca e fascia di prezzo.

Sul fronte carburanti, dal 1° gennaio 2026 il Governo ha disposto la parificazione delle accise su benzina e diesel a 672,90 euro per mille litri, con l’obiettivo di superare un sussidio considerato ambientalmente dannoso. La misura comporta una riduzione di 4,05 centesimi al litro sulla benzina e un aumento equivalente sul gasolio. Con l’IVA al 22%, un pieno da 50 litri di diesel costerà circa 2,47 euro in più, mentre il taglio teorico sulla benzina potrebbe essere attenuato dalle dinamiche di mercato. Le associazioni dei consumatori stimano un aggravio medio annuo di circa 59 euro per chi utilizza il diesel e effettua due pieni al mese. Intanto il MIMIT ha segnalato a fine 2025 un calo dei prezzi dei carburanti, ma servirà tempo per verificare quanto del taglio d’accisa sulla benzina si tradurrà in reali ribassi alla pompa.