Scatta il fermo pesca: barche ferme per un mese, imprese in crisi

Porto di pesca a Sciacca

C’è preoccupazione: tra carburante, viveri e personale, la ripresa a ottobre si preannuncia difficile

Da domani, gran parte delle unità di pesca siciliane resteranno ormeggiate per trenta giorni consecutivi. Il fermo, previsto dal decreto regionale del 28 luglio, riguarda l’area marina GSA16 (da Mazara del Vallo a Portopalo di Capo Passero) e coinvolge soprattutto le imbarcazioni a strascico escluse dalla cattura del gambero di profondità. Fermo, dunque, per tutti quei pescherecci che utilizzano attrezzature di reti a strascico a divergenti, sfogliare-rapidi e reti gemelle e a divergenti.

Il blocco si estende anche ai compartimenti di Messina, Catania e Siracusa (GSA19), mentre per le zone da Trapani a Milazzo (GSA 8-11) il fermo scatterà a ottobre, con ulteriori restrizioni già in vigore: massimo quattro giorni di pesca a settimana fino a fine anno.

Gli armatori lanciano l’allarme: «Norme confuse e divieti a raffica ci hanno impedito di organizzarci. Il rischio è il default per molte imprese». A pesare è anche il mancato pagamento delle indennità di fermo per il 2022, 2023 e 2024, mentre si attende ancora l’estensione della Cisoa ai lavoratori del settore. La preoccupazione cresce: tra carburante, viveri e personale, la ripresa a ottobre si preannuncia difficile. «La pesca sta morendo», denunciano da Portopalo.