Rischia di saltare il servizio sanitario notturno nel carcere di Sciacca

Il Sinappe lancia l’allarme: “Decisione gravissima, mette a rischio detenuti e sicurezza del territorio”

A Sciacca cresce la preoccupazione per la possibile revoca del servizio sanitario serale e notturno nella casa circondariale. A denunciarlo è il Sinappe, Sindacato nazionale autonomo di Polizia penitenziaria, che avverte come la misura, se confermata, potrebbe compromettere l’assistenza ai detenuti e incidere sulla sicurezza del territorio. Dal gennaio 2026, secondo il sindacato, i medici sarebbero presenti solo nelle ore diurne. Una prospettiva definita “gravissima” dal segretario nazionale Rosario Mario Di Prima, che ricorda come il carcere necessiti di un presidio sanitario H24 per la tipologia di utenza e per le emergenze che possono verificarsi. Senza medici nelle ore notturne, ogni intervento rischierebbe di diventare più complesso e pericoloso. Il sindacato richiama diversi episodi recenti, sottolineando che l’assenza di un presidio notturno potrebbe creare criticità nella gestione di emergenze improvvise, dalle crisi cardiache alle crisi epilettiche, fino a traumi e ustioni. Inoltre, l’accesso dall’esterno del personale sanitario durante la notte non sarebbe semplice e potrebbe rallentare ulteriormente i soccorsi. Il Sinappe chiede un intervento immediato al direttore generale dell’Asp di Agrigento e al dirigente del dipartimento Cure primarie per garantire la continuità del servizio. Parla di un “silenzio preoccupante” da parte degli organismi sanitari e avverte che eventuali conseguenze sulla salute dei detenuti o sulla sicurezza pubblica saranno attribuite a chi ha disposto la soppressione del servizio.