Rifiuti e veleni: il commento ‘rubato’ di Patti che fa saltare il consiglio

consiglio 10 marzo 2026

Seduta aggiornata a questa sera, servirà qualcuno che abbia un ruolo di mediatore (ma non sembra ci sia) per trovare la sintesi

Il Consiglio comunale è tornato a infiammarsi sul piano ARO, tema che insieme alla galleria Belvedere domina il dibattito politico. La bocciatura compatta dell’aula alla proposta dell’amministrazione di alcuni giorni fa ha lasciato strascichi pesanti, riemersi con forza anche quando le opposizioni hanno depositato un proprio documento per un nuovo assetto della raccolta rifiuti. La proposta alternativa punta a un passaggio graduale verso una raccolta che vada dal multilaterale pesante a quello leggero, in continuità con il sistema attuale, respingendo con decisione l’ipotesi dei cinque mastelli prevista nel piano dell’esecutivo, ma gli attuali tre con la sola modifica del vetro che verrebbe raccolto separatamente. Una scelta che, partendo dal piano varato a suo tempo con l’amministrazione Di Paola, i consiglieri definiscono più sostenibile anche sul piano economico per cittadini e operatori, mentre l’amministrazione continua a difendere la propria impostazione. Prevista tra i servizi manuali anche la pulizia dei rifiuti ingombranti delle spiagge anche nel periodo invernale. Il documento è stato approvato con l’astensione dei consiglieri Fabio Leonte e Raimondo Brucculeri.

A riaccendere la miccia, quando la discussione sembrava conclusa, sono state le dichiarazioni dell’assessore Salvino Patti (che pure prima nel suo intervento aveva aperto alla concertazione, evidenziando comunque che l’opposizione non aveva partecipato ad incontri interlocutori), che insieme al resto della giunta interpreta la bocciatura come una mera presa di posizione politica. Un commento a microfono spento dello stesso assessore ha fatto esplodere un durissimo confronto con alcuni esponenti dell’opposizione, al punto da coinvolgere anche il sindaco in un serrato botta e risposta che in diretta televisiva non si sentiva perchè il microfono acceso era solo quello della presidenza, ma che dava l’impressione di una “caciara” per nulla istituzionale. Il clima è degenerato rapidamente: il presidente del Consiglio, Ignazio Messina (che pure ha invitato i consiglieri a dare seguito a quella che ha definito una provocazione), ha sospeso la seduta mentre la maggioranza dei consiglieri lasciava l’aula, bloccando ogni ulteriore discussione. La partita sul piano ARO resta così completamente aperta, con un confronto politico sempre più teso e lontano da una soluzione condivisa che alcuni auspicavano. Seduta aggiornata a questa sera, servirà qualcuno che abbia un ruolo di mediatore (ma non sembra ci sia) per trovare la sintesi.