Paziente fragile trasferito a Ribera senza rianimazione: interrogazione di La Vardera

Invita la Regione ad avviare una verifica ispettiva interna sull’organizzazione dei servizi chirurgici dell’ASP di...

Invita la Regione ad avviare una verifica ispettiva interna sull’organizzazione dei servizi chirurgici dell’ASP di Agrigento.

Un episodio definito “grave e potenzialmente pericoloso” all’ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca e arriva dritto all’Assemblea Regionale Siciliana. L’onorevole Ismaele La Vardera ha presentato un’interrogazione urgente al Presidente della Regione e all’Assessore alla Salute dopo il caso di un paziente fragile costretto a un trasferimento d’emergenza a Ribera per mancanza di chirurghi disponibili a Sciacca. Il presidio saccense si è trovato nell’impossibilità di effettuare un intervento chirurgico urgente a causa della cronica carenza di personale: l’Unità Operativa Complessa di Chirurgia dispone infatti di soli tre dirigenti medici, ma al momento dei fatti due erano assenti per malattia. Una situazione che ha paralizzato l’attività chirurgica proprio nel momento in cui un paziente fragile necessitava di un intervento immediato. Il paziente è stato così trasferito all’ospedale “Fratelli Parlapiano” di Ribera, dove l’intervento è stato eseguito dall’Unità Operativa Semplice di Chirurgia. Una volta stabilizzato, il paziente è stato nuovamente trasferito a Sciacca. Ma il nodo più critico è un altro: il presidio di Ribera è privo di un reparto di rianimazione, elemento essenziale nella gestione delle emergenze post-operatorie, soprattutto per soggetti fragili. Secondo fonti interne citate nell’interrogazione, sarebbe stato possibile — e più sicuro — inviare i chirurghi di Ribera a Sciacca, evitando così il trasferimento del paziente e garantendo un contesto assistenziale dotato di rianimazione. Una scelta organizzativa che, se confermata, solleverebbe interrogativi pesanti sulla gestione delle emergenze e sul coordinamento tra i due presidi dell’ASP di Agrigento. La Vardera parla apertamente di “criticità evitabili” e di una “mancata integrazione reale” tra Sciacca e Ribera, strutture che sulla carta dovrebbero operare in modo complementare ma che, nei fatti, sembrano procedere in ordine sparso. Una situazione che rischia di tradursi in un peggioramento della qualità e della sicurezza delle cure per un vasto bacino di cittadini. Nell’interrogazione, il deputato chiede al governo regionale se fosse a conoscenza dell’accaduto e se ritenga che la gestione del caso possa aver esposto il paziente a un rischio non necessario. Chiede inoltre di chiarire le ragioni che hanno portato a scegliere il trasferimento verso un presidio privo di rianimazione, quali misure si intendano adottare per rendere effettiva l’integrazione tra Sciacca e Ribera e se non sia opportuno avviare una verifica ispettiva interna sull’organizzazione dei servizi chirurgici dell’ASP di Agrigento.

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