Olio tunisino, l’Europa apre le porte: Italia superata e mercato in allarme

Grazie a una stagione 2025-26 eccezionalmente produttiva, il Paese africano si prepara a diventare il...

Grazie a una stagione 2025-26 eccezionalmente produttiva, il Paese africano si prepara a diventare il secondo produttore mondiale, subito dopo la Spagna

L’accordo siglato anni fa da Bruxelles per favorire l’import agevolato dell’olio d’oliva tunisino – pensato per sostenere una “primavera araba” ormai svanita – sta producendo oggi effetti dirompenti sul mercato europeo. La Tunisia, grazie a una stagione 2025-26 eccezionalmente produttiva, si prepara infatti a diventare il secondo produttore mondiale, subito dopo la Spagna. Secondo quanto riportato dal Financial Times, il Paese nordafricano sarebbe ormai «pronto» a superare l’Italia, con stime di raccolto comprese tra 380mila e 400mila tonnellate, e proiezioni che potrebbero addirittura toccare quota 500mila tonnellate. Una crescita che, unita alle agevolazioni concesse dall’Unione Europea, rischia di tradursi in un vero e proprio “tsunami” commerciale: più olio tunisino a basso costo in ingresso nel mercato europeo significa infatti prezzi in caduta e forte preoccupazione tra i produttori italiani, che denunciano una concorrenza «sleale» favorita dagli incentivi comunitari. Il contesto internazionale rende la situazione ancora più delicata. I prezzi dell’olio hanno raggiunto picchi vicini ai 10mila dollari a tonnellata, spingendo molti operatori a rivolgersi all’offerta tunisina, decisamente più economica, soprattutto in un momento in cui la produzione del Sud Europa appare incerta e discontinua. A confermare la strategia di espansione è stato lo stesso ministro degli Esteri tunisino, Mohamed Ali Nafti, annunciando che Tunisi intende negoziare con l’Ue un aumento delle quote agevolate fino a 100mila tonnellate annue. Una mossa che potrebbe ridisegnare gli equilibri del settore e mettere ulteriormente sotto pressione l’olivicoltura italiana.

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