Oasi Ohana contro la Regione: “Così i rifugi saranno condannati a chiudere”
Un decreto che equipara i rifugi ai canili sanitari scatena la protesta: “Norme impossibili per il volontariato”.
A Santa Margherita Belice l’Oasi Ohana lancia un appello durissimo contro il decreto regionale che ridefinisce la gestione delle strutture per animali. I volontari denunciano che la norma equipara i rifugi alle strutture sanitarie, ignorando differenze di missione e organizzazione. Mentre ai canili sanitari viene concesso un adeguamento in cinque anni, per i rifugi volontari non è prevista alcuna gradualità. Le nuove regole impongono parcheggi, aree di carico e scarico, uffici, spogliatoi, ambulatori, zone di degenza standardizzate, pavimentazioni industriali e persino congelatori per le carcasse: requisiti pensati per strutture pubbliche, non per realtà sostenute solo da donazioni. Adeguarsi costerebbe tra 150 e 200 mila euro, una cifra irraggiungibile per chi vive del lavoro gratuito dei volontari. “Non diventeremo mai un canile – affermano – questo modello snatura la nostra filosofia e trasforma un luogo di recupero emotivo in una distesa di box e cemento”. Il timore è che molte realtà siciliane siano costrette a chiudere, con un inevitabile aumento di abbandoni e animali senza tutela.





