Migliorare la città passa dal coraggio di dirne i limiti

sciacca dal mare porto 2024

La stampa, nel suo ruolo, continuerà a raccontare la città per ciò che è: nei suoi punti di forza e nelle sue fragilità

Descrivere le criticità di una città, evidenziare ciò che non funziona e stimolare chi governa a intervenire non significa accanirsi contro l’amministrazione. È, al contrario, parte essenziale dello spirito di servizio che deve guidare il lavoro della stampa. Un messaggio che deve essere chiaro a tutti, cittadini compresi.
Raccontare e valorizzare le cose belle del territorio è certamente un dovere giornalistico, ma lo è altrettanto esercitare il diritto di cronaca con giudizi critici, fondati e documentati. La critica non è un attacco: è uno strumento di crescita collettiva, un invito a migliorare, un modo per portare alla luce problemi che spesso chi governa non percepisce perché non vive quotidianamente la città o perché concentrato sulle dinamiche interne al “palazzo”.
Quando una comunità manifesta un disagio, quando emergono inefficienze o ritardi, è necessario che qualcuno – cittadini e stampa – lo segnali con chiarezza. I problemi si possono e si devono risolvere, ma per farlo occorre prima riconoscerli.
Le attenzioni della politica non possono essere rivolte esclusivamente alla costruzione della propria reputazione o al consolidamento del consenso. Il consenso vero nasce dagli atti concreti, dalle azioni di servizio rivolte alla comunità amministrata, dalla capacità di ascoltare e intervenire. La stampa, nel suo ruolo, continuerà a raccontare la città per ciò che è: nei suoi punti di forza e nelle sue fragilità. Gestendo chi usa toni strumentali. E dando voce ai cittadini, alla gente comune. Perché solo così si può ambire a una crescita reale e condivisa.