La Rocca Ruvolo (FI): “No a norma che mette in difficoltà i Comuni, non mi sono nascosta dietro il voto segreto”

Margherita La Rocca

La deputata regionale di Forza Italia e sindaco di Montevago, Margherita La Rocca Ruvolo, spiega il suo voto contrario alla norma che prevedeva la digitalizzazione degli archivi dei settori urbanistici degli uffici tecnici comunali

MONTEVAGO- “Non mi sono nascosta dietro il voto segreto, più semplicemente ho espresso il mio voto contrario a una norma che ritengo una follia, quella sulla digitalizzazione degli archivi dei settori urbanistici degli uffici tecnici comunali che metterebbe in seria difficoltà soprattutto i piccoli Comuni, ma non solo. Se avessi temuto di essere scoperta avrei tolto il tesserino e il problema non si sarebbe neanche posto, ho votato invece con consapevolezza”. Lo dichiara la deputata regionale di Forza Italia all’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo, in merito all’articolo del ddl di riforma degli enti locali bocciato in aula. La deputata è stata annoverata tra i “franchi tiratori” della maggioranza che sostiene il presidente Renato Schifani. Non ci sta e spiega il mperchè: “Quell’articolo era un vero e proprio cappio per i Comuni. Si parlava di digitalizzare in pochi mesi interi archivi urbanistici, senza tener conto delle risorse economiche e umane necessarie. È una norma scritta senza alcuna valutazione dell’impatto reale. Per comprendere la portata del problema – aggiunge – basti pensare che per digitalizzare 500 delibere, con i relativi allegati, al mio Comune è stato presentato un preventivo di 40 mila euro. Immaginiamo, quindi, le ingenti risorse economiche che sarebbero necessarie per digitalizzare progetti e tavole in così poco tempo. E qui si parla di avviare le procedure di digitalizzazione di un settore strategico dell’ufficio tecnico entro 120 giorni dalla pubblicazione della legge. Un impegno impossibile da sostenere”.
Per quanto riguarda i fondi del Pnrr , la deputata evdienzia che “quei fondi sono ormai esauriti e il piano scade nel 2026. Non si può legiferare in modo astratto, senza considerare la realtà amministrativa dei nostri Comuni. Il collega deputato Antonello Cracolici aveva espresso perplessità su questo articolo, chiedendo chiarimenti che non sono arrivati. Quando una norma non si capisce, bisogna preoccuparsi. E in questo caso c’era davvero da preoccuparsi”. “Il mio voto contrario – conclude La Rocca Ruvolo – è stato un atto di responsabilità verso i Comuni siciliani, che già oggi affrontano enormi difficoltà gestionali e finanziarie. Non si può chiedere loro l’impossibile, né scaricare sulle amministrazioni locali un adempimento irrealizzabile. Servono leggi concrete, applicabili e sostenibili, non imposizioni che rischiano di paralizzare ulteriormente la macchina amministrativa”.