Influenza 2025-26: Sicilia maglia nera per contagi
Incidenza sopra la media nazionale e ospedali sotto pressione: l’Isola tra le regioni più colpite
L’ondata influenzale 2025-26 è partita in anticipo e in Sicilia corre più veloce che nel resto d’Italia. A trainarla è il ceppo A(H3N2) sottoclade “K”, molto contagioso, che sta mettendo in difficoltà i pronto soccorso dell’Isola. Il quadro coincide con le sorveglianze internazionali: stagione anticipata, incidenza elevata e servizi sanitari in affanno. In Europa l’influenza è arrivata 3-4 settimane prima del previsto, con un aumento costante dei casi legati al sottoclade K. OMS ed ECDC confermano che non è più grave, ma si diffonde più facilmente, aumentando il numero totale di malati. Il dato più critico riguarda la Sicilia: già da metà dicembre l’incidenza ha superato la media nazionale, con 17,6 casi per mille assistiti e oltre 2.100 contagi in una sola settimana, tra i valori più alti d’Italia. Gli ospedali segnalano accessi in crescita per febbre, tosse e complicanze nei pazienti fragili, soprattutto anziani e cronici. Già a fine ottobre l’Isola mostrava un anticipo anomalo, con 7 casi per mille assistiti e un forte coinvolgimento delle fasce pediatriche. La maggiore diffusività del ceppo K, unita a coperture vaccinali ancora insufficienti, sta amplificando l’impatto sui reparti di Medicina e Pneumologia, spesso saturi. Le proiezioni indicano un possibile ulteriore aumento dei casi nelle prime settimane di gennaio, con la Sicilia destinata a restare tra le aree più impegnative da gestire.





