Il “mezzo ponte” diventa un caso regionale

Il sindaco di Siculiana chiede una legge e un fondo straordinario per demolire le opere...

Il sindaco di Siculiana chiede una legge e un fondo straordinario per demolire le opere incompiute: “Non possiamo restare ostaggi del passato”.

Da quasi quarant’anni a Siculiana svetta la metà di un viadotto mai completato: un moncone di cemento che avrebbe dovuto collegare il paese alle località balneari superando la statale 115. Abbandonato negli anni Ottanta, è rimasto lì, immobile e inutile, trasformandosi in un simbolo del degrado infrastrutturale e di una stagione in cui il cemento era sinonimo di sviluppo. Per il sindaco Giuseppe Zambito, quel “mezzo ponte” è oggi un ecomostro che deturpa il paesaggio e che andrebbe demolito. Ma demolire costa: servirebbero almeno tre milioni di euro, una cifra fuori portata per un Comune delle dimensioni di Siculiana. «Sono risorse che non abbiamo», ammette il primo cittadino, ricordando come i bilanci locali non possano sostenere interventi così onerosi, nonostante la volontà politica di intervenire. Da questa consapevolezza nasce “Orizzonte libero”, il progetto con cui Zambito vuole trasformare un problema locale in una battaglia regionale contro le opere incompiute. L’obiettivo è promuovere una legge che permetta di abbattere gli ecomostri disseminati in Sicilia e di restituire dignità ai paesaggi compromessi. Il sindaco ha già inviato un appello al governo regionale e ai gruppi parlamentari dell’Ars, invitando tutti i Comuni dell’Isola a sottoscriverlo. La proposta punta all’istituzione di un fondo straordinario regionale destinato ai municipi per finanziare le demolizioni. «Siamo prigionieri di una politica del passato – denuncia Zambito – che ci ha lasciato in eredità opere inutili e costose. È tempo di liberare i nostri territori da questi fantasmi di cemento».

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