Il centrodestra saccense alla prova della maturità politica

Conferenza stampa opposizione 6 ago 2025

La politica saccense si muove con segnali ancora incerti, ma significativi. La novità attuale è la nomina di Nicola Testone a commissario cittadino di Forza Italia

SCIACCA- La nomina di Nicola Testone a commissario cittadino di Forza Italia rappresenta un primo tassello nella ricomposizione del quadro del centrodestra in vista delle elezioni amministrative che, ormai, viaggio sul binario della fine naturale della sindacatura e del mandato consiliare. Un binario la cui stazione terminale è la sfida all’attuale sindaco Fabio Termine. Se da un lato tale nomina compie un passo avanti nell’organizzazione interna di uno dei principali partiti dell’area moderata, dall’altro fotografa una situazione ancora nebulosa, frammentata, segnata più dalle dinamiche interne che da una visione politica già definita. Dinamiche non sempre comprensibili e che producono perplessità nell’elettorato di riferimento. Si coglie senza difficoltà l’umore di una coalizione che vuole nascere, ma teme sé stessa. Nel centrodestra saccense convivono due pulsioni opposte. La prima è la consapevolezza che solo una coalizione larga e compatta possa competere seriamente con l’attuale amministrazione. La seconda è la difficoltà di trovare un equilibrio interno che garantisca rappresentanza a tutti senza generare nuove fratture. Quest’ultima si avvicina più ad auna maionese impazzita, destinata ad inacetirsi. Il risultato è una pluralità di correnti interne che, invece di rafforzare i partiti, ne evidenziano la debolezza strutturale. Accade in Forza Italia, accade in Fratelli d’Italia, accade nei movimenti civici che si moltiplicano sul territorio e persino in formazioni come la Democrazia Cristiana guidata da Totò Cuffaro, oggi chiamata a scegliere quale sia la strada più operosa da portare avanti.
Il dato politico è evidente: manca una sintesi forte, manca una leadership capace di tenere insieme le diverse anime. E in assenza di un punto di riferimento chiaro, ogni componente si muove con prudenza. A volte con un senso di sopravalutazione di se stesso innalzandosi a statista o detentore unico della verità. Le frizioni interne e la partita delle candidature sono ormai un fatto pubblico.
In Fratelli d’Italia convivono sensibilità differenti: da un lato l’area che guarda a un possibile ritorno in campo di soggetti che hanno dimostrato di avere un buon consenso, come Calogero Filippo Bono; dall’altro quella che fa riferimento a Gaetano Cognata e all’onorevole Savarino, che vedrebbe in Silvio Caracappa un nome da proporre. In Forza Italia, il neo commissario Nicola Testone ha manifestato la volontà che il candidato sindaco possa esprimersi dal proprio partito. È una posizione legittima, ma che si inserisce in un quadro ancora lontano da una sintesi definitiva. La mancata mozione di sfiducia al sindaco Fabio Termine è stata un segnale politico inequivocabile: un centrodestra realmente coeso avrebbe probabilmente tentato quella strada. Non lo ha fatto. E questo pesa anche se per diversi consiglieri che stanno all’opposizione frammentata la visione appare annebbiata o orientata verso forme egoistiche.
Il punto, oggi, non può più essere soltanto quello di trovare un nome. Sciacca è una città che si ritrova stracolma di problemi: criticità strutturali, ritardi amministrativi, questioni irrisolte che si trascinano da anni. È una città che forse avverte anche l’assenza di quell’autorevolezza politica capace di indicare una direzione chiara e credibile.
Il dibattito non può restare confinato nelle dinamiche interne ai partiti. E’ necessario che si inizi a parlare seriamente di programmi, di progetti concreti, di idee realizzabili, di iniziative che siano fattibili e sostenibili. Non più libri dei sogni, ma scelte precise, priorità definite, tempi certi.
Il centrodestra è chiamato a un passaggio di maturità politica. Serve responsabilità, serve visione, serve la capacità di costruire una proposta che metta al centro la città e il suo futuro. Solo così si potrà offrire ai cittadini un’alternativa credibile, solida e capace di governare con autorevolezza. Sciacca ha bisogno di scelte chiare e di una classe dirigente che sappia guardare avanti. Il resto verrà di conseguenza.