Frane e degrado: due consiglieri denunciano “rischio per cittadini e turisti”

“Territorio abbandonato”: Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò incalzano l’amministrazione Termine I consiglieri comunali Raimondo Brucculeri...

“Territorio abbandonato”: Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò incalzano l’amministrazione Termine

I consiglieri comunali Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò hanno presentato un’interrogazione indirizzata al sindaco di Sciacca, al presidente del Consiglio comunale e agli assessori competenti, chiedendo chiarimenti e azioni immediate sullo stato del dissesto idrogeologico e sul degrado di alcune opere pubbliche. La richiesta arriva dopo una serie di cedimenti che, negli ultimi giorni, hanno interessato aree centrali e ad alta frequentazione della città. Nel documento vengono richiamati tre episodi ritenuti particolarmente critici: la frana in via Eleonora d’Aragona, dove si è aperta una voragine che ha compromesso pavimentazione, muro di contenimento e ringhiera; il cedimento del muro di sostegno in via San Paolo dei giorni scorsi, con danni alla scalinata e preoccupazioni per la stabilità dell’edificio sovrastante; il deterioramento delle balaustre panoramiche, con pilastri fessurati e ferri esposti. Secondo i consiglieri, questi eventi evidenziano una gestione del territorio priva di prevenzione e monitoraggio. Nell’interrogazione vengono poste domande puntuali sull’assenza di misure preventive, sulla mancanza di sistemi di drenaggio nelle zone più esposte, sull’eventuale censimento delle opere di contenimento e sui controlli effettuati negli ultimi anni. Viene inoltre chiesto se il Comune abbia fatto ricorso ai fondi regionali, statali o del PNRR destinati alla mitigazione del rischio idrogeologico. Brucculeri e Blò richiamano anche le possibili responsabilità civili e penali dell’ente in caso di incidenti, ricordando gli obblighi previsti dal Codice della Protezione Civile e le norme del Codice Penale relative all’omissione di atti d’ufficio e al disastro colposo. I due consiglieri sollecitano infine l’amministrazione a intervenire con urgenza: interdizione delle aree a rischio, attivazione di una commissione tecnica d’emergenza, redazione di un piano straordinario di messa in sicurezza e apertura di un tavolo permanente con cittadini e operatori turistici.

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