Dal sogno ai guai giudiziari del direttore di “Mediterranea Arte”: tempesta sul dossier “Capitale del Libro 2027”

capitale italiana del libro 2027

Affidamento diretto nel mirino. Gaetano Sanfilippo risulta a processo nel catanese per frodi fiscali. I consiglieri Brucculeri e Blò chiedono l’annullamento immediato dell’atto.

L’iter per la candidatura di Sciacca a “Capitale Italiana del Libro 2027” si complica con risvolti giudiziari che travalicano la politica locale. I consiglieri comunali Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò, già critici verso un affidamento definito “preconfezionato”, intervengono diffondendo notizie sul direttore generale della Mediterranea Arte S.r.l., la società incaricata di redigere il dossier di candidatura e organizzatrice delle mostre al teatro Samonà. Gaetano Sanfilippo, 49 anni, di Gela, poche settimane fa è stato rinviato a giudizio a Catania perche è coinvolto, insieme ad altre 13 persone tra imprenditori e professionisti, in un sistema di false fatturazioni che nel novembre 2024 fece scattare anche una custodia cautelare in carcere. Le accuse sono emissione di fatture per operazioni inesistenti (Foi), dichiarazione dei redditi infedele e fraudolenta mediante l’utilizzo di Foi, indebita compensazione di crediti fiscali inesistenti. Sanfilippo era già stato destinatario di un’analoga misura nel 2020 nell’ambito di indagini per frode fiscale condotte sempre dalle Fiamme Gialle etnee, per l’operazione Fake credits. Ed in passato risulterebbe coinvolto anche in altre vicende giudiziarie a Gela. Sarebbe anche a capo di progetti editoriali nel catanese e di una società che, sempre a Catania, in passato ha organizzato una mostra su Caravaggio.

Mentre il Consiglio Comunale discuteva la legittimità della direttiva sindacale che imponeva l’affidamento diretto e sull’atto di pagamento del 50 per cento do tale incarico (poi bloccato dall’ufficio di ragioneria), le cronache riportavano il coinvolgimento di Sanfilippo in una vicenda giudiziaria che non riguarda però l’attuale società di cui è direttore. Una coincidenza temporale che, per Brucculeri e Blò, conferma la mancanza di verifiche preliminari su persone e società a cui l’amministrazione comunale si affida per iniziative importanti e per incarichi remunerati. Per i due in sostanza non era opportuno affidarsi alla società “Mediterranea Arte”. Sull’affidamento c’è stata anche la nota del segretario generale Manlio Paglino, che aveva già giudicato “non corretto” l’operato dell’amministrazione per un atto di indirizzo che indicava al dirigente il soggetto a cui assegnare l’incarico. In consiglio, al termine della discussione, il presidente Ignazio Messina, nel sostenere che c’è il sotegno dell’aula per la partecipazione al bandi di “Capitale del libro”, ha detto che dalla discussione erano emersi fatti gravi e chiesto ufficialmente al segretario Paglino di “valutare la legittimità dell’atto stesso e, se dalla discussione sono emersi elementi di carattere penale che devono essere sottoposti alle autorità competenti, di attivarsi”. Per Brucculeri e Blò non ci sarebbe stata una istruttoria tecnica. “Non è solo una violazione procedurale, ma un danno d’immagine per la città”, affermano, che chiedono l’annullamento in autotutela della determina n. 220 e la revoca dell’incarico alla Mediterranea Arte. In mancanza di atti immediati, annunciano la trasmissione del fascicolo alla Procura, all’ANAC e alla Corte dei Conti.