Controcorrente lancia piano per rivoluzionare la sanità siciliana. A firmarlo un medico saccense

di vita controcorrente 02-26

Alla convention di Palermo, dove La Vardera ha annunciato la candidatura alla presidenza della Regione, presentate le misure per fermare il declino del sistema sanitario

La sanità siciliana assorbe oltre 10 miliardi di euro l’anno, ma continua a perdere credibilità e pazienti. Migliaia di siciliani scelgono di curarsi al Nord, generando una mobilità passiva che costa alla Regione più di 220 milioni di euro. Nel frattempo peggiorano i livelli essenziali di assistenza, le liste d’attesa si allungano, il personale sanitario lascia l’Isola e i cittadini rinunciano alle cure. Un sistema in sofferenza, aggravato da scandali e inchieste che hanno minato la fiducia dei cittadini. È da questo quadro che parte Controcorrente, che ieri a Palermo ha presentato il proprio programma per la svolta della sanità siciliana, durante la convention in cui il leader Ismaele La Vardera ha ufficializzato la candidatura a presidente della Regione. A redigere il piano è stato il medico saccense Giovanni Di Vita, responsabile del dipartimento regionale sanità del movimento, composto da professionisti che operano da anni negli ospedali dell’Isola. Di Vita ha illustrato una strategia che punta a rimettere al centro meritocrazia, indipendenza e qualità dei servizi, a partire da tre priorità: mobilità passiva, liste d’attesa e pronto soccorso. Per Controcorrente, la politica deve “stare fuori dalle scelte sanitarie”: da qui la proposta di sorteggiare i direttori generali e di bandire concorsi su base regionale, per garantire trasparenza e uniformità. Sul piano operativo, il movimento propone di rafforzare i servizi territoriali, oggi scollegati dagli ospedali, e di favorire la mobilità di rientro dei professionisti emigrati, con incentivi economici e di carriera, soprattutto nelle aree dell’emergenza, dove il personale è sottoposto a stress continuo. Previsto anche un piano di mobilità regionale ed extraregionale per colmare le carenze negli organici. Elemento centrale è la telemedicina, considerata indispensabile per collegare territorio e ospedale, ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso e permettere ai cittadini di essere curati a domicilio, con un risparmio di risorse e un miglioramento dell’assistenza. “Questa sanità siciliana, da anni maltrattata, deve diventare un fiore all’occhiello della politica regionale”, ha concluso Di Vita nel suo intervento alla convention, sintetizzando l’obiettivo di un programma che punta a invertire una rotta che sembra ormai compromessa.