Consorzio universitario ECUA, incontro tra Prefetto di Agrigento e Cartello Sociale. “Inaccettabile il ritardo nella definizione della governance del Consorzio”
La situazione di stallo n cui versa il Consorzio universitario ECUA preoccupa il Cartello Sociale di Agrigento, composto dalle organizzazioni sindacali e dalla Curia. Una situazione causata dalla incapacità della politica di fare concretamente il bene della comunità
AGRIGENTO- Il Cartello Sociale ha incontrato il prefetto di Agrigento, Salvatore Caccamo, per il grave stato di impasse in cui versa il Consorzio universitario ECUA. Un incontro per sensibilizzare il Prefetto nei confronti di una situazione che ha ormai assunto caratteri di vera e propria emergenza.
La paralisi che sta soffocando ECUA “non è il frutto di cause esterne o inevitabili, ma il risultato diretto di uno scontro politico interno a una coalizione di partiti che esprime la maggioranza sia a livello locale sia regionale”, evidenzia il Cartello Sociale che denuncia come lo scontro incomprensibile, “che si consuma sulla pelle degli studenti, dei lavoratori e dell’intero territorio, rischia di produrre danni irreversibili”.
Il Cartello sociale ha rappresentato al prefetto l’inaccettabile ritardo nella definizione della governance del Consorzio. Ma c’è anche la preoccupazione del “deterioramento delle condizioni finanziarie, che mette seriamente a rischio la sopravvivenza stessa di ECUA e il diritto allo studio nella provincia di Agrigento”.
Il prefetto Caccamo ha ascoltato il grido di allarme del Cartello Sociale e si è impegnato a convocare con urgenza i sindaci componenti dell’Assemblea del Consorzio, al fine di richiamare tutte le responsabilità istituzionali e sollecitare una soluzione immediata all’attuale impasse.
Per il Cartello Sociale non è più tollerabile alcuna perdita di tempo: “La politica assuma finalmente decisioni chiare e responsabili. Ogni ulteriore rinvio equivarrà a una precisa scelta politica, di cui qualcuno dovrà assumersi pubblicamente la responsabilità, anche in relazione allo stato di agitazione proclamato dal personale dipendente“, conclude il Cartello Sociale.





