Consorzio universitario agrigentino, Mangiacavallo replica a Ruvolo: “Congiura dei pazzi per impedire la mia nomina”

Trascorsi “indolore” i dodici mesi di Agrigento capitale italiana della cultura 2025, si attendono i...

Trascorsi “indolore” i dodici mesi di Agrigento capitale italiana della cultura 2025, si attendono i dati ufficiali per avere la giusta contezza di come è stata gestita l’irripetibile occasione, il Capoluogo offre un nuovo scenario farcito di rancori politici e che pone al centro di veleni il Consorzio universitario agrigentino

AGRIGENTO- Dopo le dimissioni rese pubbliche con una dichiarazione al vetriolo da parte del vice presidente, professor Giovanni Ruvolo, è il presisdente Antonino Mangiacavallo che alza lo scudo della difesa. “Si tratta, prima di tutto, di un attacco smodato alla mia persona- dice Mangiacavallo-. Ma non solo: la protesta civile di Ruvolo vede come primi destinatari il presidente della Regione e l’assessore regionale all’Istruzione che sarebbero rei di avere proceduto, nel rispetto della legge e delle procedure, alla sostituzione di un presidente dimissionario, ovvero Giovanni Perino. A parte il fatto che è un’offesa nei confronti del dottore Perino farlo apparire come un “pupazzo” nelle mani di questo o di quell’altro, lui scrive che le dimissioni sarebbero state indotte. In questi casi, però, se si vuol fare una protesta civile, è fondamentale, direi doveroso, parlare chiaro. Se lui sa chi ha indotto queste dimissioni e perché, lo deve dire senza esitazione”. Sulle “logiche estranee all’interesse del Consorzio” citate dall’ex vice presidente, Mangiacavallo è duro: “Non si può essere fumosi su questioni così delicate. Se lui conosce queste logiche le deve dire immediatamente, per il bene del Consorzio universitario e per amore della verità che in questi casi deve emergere totalmente. Non vorrei che pensasse erroneamente che le tre nomine ricevute nel 2023 – consigliere del Rimed, vicepresidente del Consorzio Toscanini e vicepresidente del Consorzio universitario – non rispondessero a logiche estranee, mentre quelle che riguardano il Consorzio universitario sì. Se ravvisa gli estremi di un reato deve rivolgersi all’autorità giudiziaria. Non si può seminare il sospetto su argomenti così delicati. Le proteste civili si fanno anche con la verità e con la determinazione. Io quindi rimango in attesa di ricevere chiarimenti non solo sulle accuse infamanti nei miei confronti, ma anche di una chiarezza che una persona del suo rango, un ex docente universitario, ha l’obbligo di adottare. Altrimenti devo pensare che si tratti di un delirio reattivo o di un furore istituzionale derivante da un insuccesso non solo della sua attività amministrativa, ma anche dei progetti che lui si immaginava”.
L’INTERVISTA DI MANGIACAVALLO RILASCIATA A TELEACRAS

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