Campo Giuffrè, l’acqua calda c’è. Ma il vero problema resta il cantiere fermo
L’assessore Fabio Leonte chiarisce che il guasto c’era, ma è stato risolto grazie all’intervento diretto delle associazioni sportive che utilizzano quotidianamente il campo
Al campo sportivo Francesco Giuffrè (ex Alternativo) l’acqua calda è tornata a scorrere regolarmente. A confermarlo è l’assessore comunale Fabio Leonte, dopo la segnalazione del segretario cittadino della Dc, Giuseppe Milioti, che aveva denunciato il disservizio insieme a una lunga lista di criticità che da mesi affliggono l’impianto. Una questione che, come spesso accade, non riguarda solo la temperatura delle docce, ma l’intero futuro della struttura. Leonte chiarisce che il guasto c’era, ma è stato risolto grazie all’intervento diretto delle associazioni sportive che utilizzano quotidianamente il campo. Un’azione rapida, quasi “autogestita”, che ha permesso di ripristinare un servizio essenziale per atleti, arbitri e squadre ospiti. Negli ultimi giorni, inoltre, nell’area interna del Giuffrè sono stati eseguiti lavori di scerbatura e piccoli interventi di sistemazione, necessari per mantenere un minimo di decoro in un impianto che attende da troppo tempo una riqualificazione complessiva. Ed è proprio qui che si apre il capitolo più delicato. I lavori di ammodernamento, già finanziati e progettati, non sono mai partiti a causa della rinuncia dell’impresa che si era aggiudicata l’appalto. Una rinuncia che ha congelato tutto: il progetto, le aspettative delle società sportive e persino il mutuo che il Comune continua a pagare senza che il cantiere sia stato avviato. Una situazione che pesa sulle casse pubbliche e rallenta ogni prospettiva di rilancio dell’impianto. Gli uffici comunali stanno lavorando per sbloccare l’iter burocratico e procedere all’assegnazione dell’incarico alla seconda classificata della gara. Una soluzione che richiede tempo, verifiche e passaggi formali, ma che rappresenta l’unica strada per evitare che il Giuffrè resti un’opera incompiuta. Nel frattempo, l’assenza di acqua calda – prima della riparazione – aveva costretto più volte le squadre ospiti e gli arbitri a spostarsi al vicino stadio Gurrera per le docce, mentre i giovani atleti locali erano costretti a rientrare a casa senza potersi lavare dopo gli allenamenti. Un disagio che, pur risolto, resta il simbolo di un impianto che vive tra rattoppi quotidiani e un futuro ancora sospeso. Il campo Giuffrè, insomma, continua a funzionare grazie alla buona volontà di chi lo vive ogni giorno. Ma per restituirgli dignità e piena funzionalità serve ben altro: serve che il progetto di riqualificazione, atteso da anni, esca finalmente dal limbo e diventi realtà.





