Belice oltre le celebrazioni. A S.Margherita quartieri ancora senza fognature, luci e strade
Lo Stato ha cancellato il Belice. Il Belice aspetta ancora: opere ferme e famiglie nel disagio
SANTA MARGHERITA BELICE. A distanza di 58 anni dal terremoto che nel gennaio 1968 distrusse il Belice, nei Comuni della Valle si continua a celebrare quel tragico evento. Ma non si può distogliere l’attenzione su una ricostruzione che non è ancora completa. E forse non lo sarà mai se la speranza è affidata solo all’aiuto dello Stato. A Roma, infatti, ormai da anni non c’è traccia, nelle varie manovre finanziarie, di un capitolo chiamato “Belice”. Per i governi degli ultimi anni è anacronistico pensare ancora a destinare fondi finalizzati alla ricostruzione. Eppure, nei Comuni agrigentini della Valle ci sono ancora segni delle gravi mancanze nel processo che avrebbe dovuto dare un nuovo volto ai paesi danneggiati dal sisma. E’ il caso del quartiere Pasotti, a Santa Margherita, dove prima c’erano le baracche. Sono state costruiti nuovi alloggi, ma mancano ancora le opere di urbanizzazione. Nel 2022 la Regione Siciliana inviò un finanziamento di 655 mila euro destinato alle spese dei servizi tecnici per la redazione del progetto di livello definitivo delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria dell’ex baraccopoli. Ma senza l’aggiunta dei finanziamenti dello Stato, le opere non si possono realizzare. Il quartiere Pasotti è un’area nata dopo il terremoto, dove circa 500 famiglie residenti lamentano i disagi per le strade in terra batuta e ghiaia, l’assenza di fognature, illuminazione e marciapiedi. Nella vicina Montevago, dove case e opera di urbanizzazione sono state negli anni realizzate, solo poche settimane fa sono cominciati i lavori di bonifica ambientale e di riqualificazione dell’area urbana di insediamento dei villaggi Bergamo, Tempo e Trieste costruiti dopo il terremoto del 1968. L’intervento, dal valore complessivo di 1 milione e 229 mila euro, è finanziato dalla Regione con risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione nell’ambito del 2021-2027. Un intervento che finalmente consentirà, dopo anni di battaglie per ottenere risorse pubbliche, la bonifica dell’amianto e la riqualificazione delle aree urbane.





