“Assegnazioni alle Questure, Sicilia gravemente penalizzata. Agrigento riceve un solo agente”
Lo denuncia il deputato Michele Catanzaro a sostegno di una segnalazione della segreteria nazionale del sindacato MP
“Destano forte preoccupazione i dati relativi alla nuova assegnazione di personale alle Questure italiane da parte del Ministero dell’Interno. Per la provincia di Agrigento, territorio in prima linea nella gestione dei flussi migratori, è prevista una sola unità aggiuntiva. Un numero del tutto insufficiente e inaccettabile per un presidio che affronta quotidianamente emergenze complesse e crescenti”. Lo dichiara Michele Catanzaro, capogruppo del Partito Democratico all’Assemblea Regionale Siciliana. Secondo quanto segnalato dalla segreteria nazionale del sindacato MP, su 3.500 nuovi agenti in arrivo a livello nazionale, pochissimi saranno destinati alla Sicilia, che continua a essere trattata come un territorio di serie B. Ad Agrigento, tra mobilità ordinaria e nuove assegnazioni, arriverà un solo agente, mentre altre province riceveranno numeri altrettanto modesti: 5 a Caltanissetta, 44 a Catania, 7 a Enna, 26 a Messina, 116 a Palermo, 7 a Ragusa, 13 a Siracusa, 9 a Trapani. Tutto questo mentre si registrano numerosi pensionamenti e dimissioni che riducono ulteriormente gli organici. “Ancora una volta – sottolinea Catanzaro – le grandi città del Nord sembrano godere di una corsia preferenziale. Roma, tra Giubileo e imminenti trasferimenti, si prepara a ricevere quasi 300 nuove unità, oltre a 154 nuovi ispettori, numeri enormemente superiori rispetto a quelli destinati al Sud. E’ evidente – dice Catanzaro – che la distribuzione del personale continua a essere profondamente iniqua. Altrettanto grave che da anni si annuncia l’imminente apertura di un commissariato a Lampedusa, porto d’ingresso in Europa, ma continua a rimandare”. Il capogruppo PD richiama l’attenzione del Ministero dell’Interno e del Dipartimento della Pubblica Sicurezza: “La Sicilia vive da anni una condizione di sotto-organico cronico, mentre affronta fenomeni criminali complessi, emergenze sociali e pressioni migratorie che richiedono presidi forti e strutturati. È indispensabile un cambio di rotta immediato. La politica nazionale deve assumersi le proprie responsabilità e intervenire con i fatti, non con annunci”. “Non possiamo accettare – conclude Catanzaro – che territori come Agrigento, simbolo dell’accoglienza e frontiera d’Europa, vengano lasciati senza risorse adeguate. La sicurezza dei cittadini e la tenuta delle istituzioni non possono essere sacrificate per logiche che penalizzano sistematicamente il Sud”.





