Ancora tanta acqua ai bacini agrigentini: quasi 40 milioni di metri cubi già invasati
L’invaso Arancio di Sambuca di Sicilia ha già superato i 14 milioni di metri cubi
Le piogge di San Valentino e quelle cadute nel weekend hanno dato un’ulteriore spinta al riempimento degli invasi agrigentini. Secondo i dati dell’Autorità di bacino, nelle cinque dighe del territorio sono già stati accumulati circa 40 milioni di metri cubi d’acqua, un volume che continua a crescere grazie alle precipitazioni ancora in corso. Le piogge di gennaio e della prima metà di febbraio, particolarmente abbondanti, hanno riportato quasi tutti gli invasi della provincia a livelli molto elevati. In alcuni casi, se il maltempo dovesse proseguire, si potrebbe addirittura rendere necessario lo scarico a mare dell’acqua in eccesso. Una parte consistente del volume invasato — circa 13 milioni di metri cubi — è destinata all’uso potabile. Arriva principalmente dal Fanaco di Castronovo di Sicilia, che ha già raggiunto 9,6 milioni di metri cubi, e dalla diga Piano Leone di Santo Stefano Quisquina, che ne contiene quasi 4 milioni. Entrambi gli invasi alimentano i serbatoi di numerosi comuni dell’Agrigentino centrale. Le altre tre dighe — Castello di Bivona, Raia di Prizzi e Gammauta di San Carlo — raccolgono acqua a uso promiscuo: agricolo, civile e industriale. Il Castello ha già superato i 17,4 milioni di metri cubi, il Raia è oltre 5,5 milioni e il Gammauta sfiora 1,7 milioni. Una parte delle risorse idriche è destinata anche ai sistemi irrigui delle valli del Magazzolo, del Verdura e del Platani. Intanto l’invaso Arancio di Sambuca di Sicilia, che ha già superato i 14 milioni di metri cubi, ha avviato il trasferimento di acqua verso il Garcia per gli approvvigionamenti potabili dell’area palermitana. L’unica nota negativa riguarda il lago Gorgo di Montallegro, fermo a circa 400 mila metri cubi a causa dei lavori non ancora eseguiti sulla valvola di fondo della diga. Un quadro complessivo che, grazie alle piogge di questi giorni, restituisce respiro alle riserve idriche del territorio e offre prospettive più rassicuranti per i mesi a venire.





