Aica–Siciliacque: tavolo tecnico il 20 gennaio alla Regione
Istituzioni e gestori attorno allo stesso tavolo per affrontare contenziosi, forniture e criticità strutturali del sistema idrico agrigentino
È stato fissato per martedì 20 gennaio il tavolo tecnico istituzionale richiesto dalla presidente del Cda di Aica, Danila Nobile, e convocato dall’assessore regionale all’Energia e ai Servizi di pubblica utilità, Francesco Colianni. Un appuntamento atteso da mesi, necessario per affrontare il delicato rapporto tra l’azienda idrica dei comuni agrigentini e Siciliacque, ormai divenuto un nodo urgente da sciogliere. Al centro del confronto pesa il contenzioso economico ancora aperto: Siciliacque rivendica un credito di 27 milioni di euro e ha chiesto l’esecuzione di una nuova ordinanza di pagamento del Tribunale di Palermo. L’Ente di sovrambito ha inoltre ribadito la possibilità di ridurre la fornitura idrica, una misura che Aica considera illegittima.
“È un segnale importante – afferma la presidente del Cda di Aica, Danila Nobile – che conferma l’attenzione concreta del governo regionale verso il territorio agrigentino e verso un servizio pubblico essenziale come quello idrico. Quando le istituzioni dialogano con trasparenza e responsabilità, i problemi possono e devono essere affrontati nelle sedi opportune”. Il tavolo dovrà anche sciogliere questioni strutturali rimaste irrisolte, come la cessione ad Aica dei volumi idrici del Favara di Burgio, impianto situato in territorio agrigentino, e il percorso avviato con l’ultima Finanziaria regionale, che ha previsto uno stanziamento di 20 milioni di euro per sostenere il settore. Risorse che, però, non sono ancora arrivate nelle casse della società consortile. Da Siciliacque, pur confermando la disponibilità al dialogo, la posizione resta ferma: “I decreti ingiuntivi sono esecutivi – fanno sapere dall’Ente di sovrambito – e una morosità rilevante come quella di Aica legittima, in caso di mancato pagamento delle fatture correnti e del debito pregresso, una riduzione dei volumi d’acqua”.





