Trasporto acqua in emergenza. Rimborsi promessi e mai arrivati: migliaia di famiglie ancora in attesa

AUTOBOTTE

Crisi idrica, il paradosso agrigentino: cittadini senza acqua e senza rimborsi. E non è colpa di Aica

La crisi idrica in provincia di Agrigento non è solo fatta di condotte che perdono, turni che saltano e scontri tra Aica e Siciliacque. C’è un’emergenza più silenziosa ma ancora più clamorosa, che oggi viene diffusa in un articolo di Giuseppe Recca su LA SICILIA: migliaia di cittadini che, durante i mesi più duri della siccità, hanno pagato di tasca propria le autobotti e che oggi non hanno visto un euro dei rimborsi promessi. Aica aveva garantito la restituzione delle spese, purché documentate e affidate a trasportatori iscritti all’Albo. Le famiglie hanno inviato fatture e richieste, soprattutto nella seconda metà del 2024, quando interi quartieri rimasero senza acqua per giorni. Ma i soldi non sono mai arrivati. Il motivo? Un cortocircuito istituzionale. Il gestore sostiene di non poter procedere perché la Protezione civile non ha ancora trasferito le risorse. La rendicontazione è partita, montagne di documenti sono state inviate a Palermo, ma da lì sono tornati solo dubbi e richieste di chiarimenti. Nessun diniego formale, ma un immobilismo che pesa. Intanto la cifra dei rimborsi sfiora 1,9 milioni di euro e continua a crescere. E i cittadini, ancora una volta, pagano due volte: un servizio che non ricevono e l’acqua che devono comprare per sostituirlo.

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