Giovani e anziani in fuga dal Sud: la nuova mappa dell’emigrazione secondo Svimez

aereo sud giovani

Sempre più studenti lasciano il Mezzogiorno già all’ingresso all’università, mentre cresce la mobilità “sommersa” degli anziani verso il Centro-Nord. La Uil Sicilia: “Serve un diritto reale a restare”

La mobilità dei giovani dal Mezzogiorno non aspetta più la fine degli studi: sempre più ragazzi lasciano il Sud già al momento dell’iscrizione all’università. Nell’anno accademico 2024-25 quasi 70mila studenti meridionali, su 521mila, hanno scelto un ateneo del Centro-Nord. Sono oltre il 13% del totale, con punte del 21% nelle discipline Stem. Campania e Sicilia da sole generano metà del flusso, mentre Lombardia, Emilia Romagna e Lazio restano le mete più attrattive. È il quadro tracciato dal rapporto Svimez “Un Paese, due emigrazioni”, realizzato con Save the Children.

La scelta di partire prima della laurea è legata alla prospettiva di inserirsi in mercati del lavoro più dinamici. Tra i laureati che hanno studiato al Centro-Nord, l’88,5% risulta occupato nella stessa area tre anni dopo il titolo. Per chi si forma negli atenei meridionali la quota scende sotto il 70%. La Svimez rileva comunque un lieve recupero della capacità attrattiva delle università del Sud. Restano però marcati i divari retributivi. A tre anni dalla laurea, chi lavora all’estero guadagna tra 613 e 650 euro netti in più al mese rispetto a chi resta in Italia. E una laureata del Mezzogiorno percepisce in media 375 euro in meno di un coetaneo del Nord-Ovest (1.487 contro 1.862 euro). La mobilità interna ha un costo stimato in 6,8 miliardi l’anno, con un trasferimento strutturale di risorse pubbliche verso le aree più forti. Dal 2002 al 2024 quasi 350mila laureati under 35 hanno lasciato il Sud per il Centro-Nord, con una perdita netta di 270mila giovani. Nello stesso periodo è triplicata la quota di laureati tra i migranti meridionali tra i 25 e i 34 anni, passata dal 20% al 60%. A questi si aggiungono oltre 63mila giovani qualificati emigrati all’estero. Accanto alla fuga dei giovani cresce anche la mobilità “sommersa” degli anziani: i “nonni con la valigia”, che mantengono la residenza al Sud ma vivono