Maltrattamenti e stalking, un reato che lievita. Alla Procura di Sciacca una media di 4 denunce a settimana
Ci sono anche casi di revenge porn, spesso legati a dinamiche estorsive, con richieste di denaro in cambio della non diffusione di video o immagini sessualmente esplicite.
Stalking, maltrattamenti in famiglia, un reato terribile ma che, purtroppo, cresce in misura preoccupante. Le forze dell’ordine sono più frequentemente chiamate per interventi a causa di litigi familiari che sfociano in maltrattamenti. Una situazione che si rifletta anche sulla cifra dei procedimenti attivati con il Codice Rosso. Cifra che lievita con molta preoccupazione e che evidenzia un malessere e disagio che colpiscono gli ambiti domestici. La Procura della Repubblica di Sciacca registra 4-6 denunce alla settimana, per un totale di circa 235 denunce annue per reati di violenza di genere con una maggiore incidenza di maltrattamenti e stalking e maltrattamenti in famiglia, di cui 21 riguardano reati di violenza sessuale, comprese alcune denunce su minori. Sono nuumeri che emergono da una intervista alla procuratrice della Repubblica di Sciacca, Maria Teresa Maligno, rilasciata alla giornalista Francesca Capizzi e pubblicata oggi sul Giornale di Sicilia. Non solo stalking e maltrattamenti in famiglia, ma anche i casi di revenge porn, spesso legati a dinamiche estorsive, con richieste di denaro in cambio della non diffusione di video o immagini sessualmente esplicite. “La legge – dichiara nell’intervista la procuratrice Maria Teresa Maligno – oltre a introdurre il reato di femminicidio, ha introdotto delle importanti novità normative sia nel codice penale che nel codice di procedura penale per rafforzare la tutela delle vittime di violenza. Con particolare rifermento dei reati di maltrattamento e stalking, che incidono in misura maggiore rispetto agli altri reati del Codice Rosso, di significativa importanza è da segnalare l’introduzione della presunzione di proporzionalità e adeguatezza delle misure della custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari. Questo significa che a partire dal 17 dicembre il pubblico ministero che si trova di fronte a una denuncia per maltrattamento per stalking e che ritenga sussistano i presupposti per richiedere una misura cautelare (gravità degli indizi, gravità indiziarie, e esigenze cautelari) chiederà al giudice di applicare una delle suddette misure”.
“Lo strumento più significativi previsto dalla normativa in materia di Codice Rosso, è quello che obbliga il magistrato inquirente all’audizione della persona offesa entro un brevissimo termine di tre giorni. Con l’introduzione della nuova legge è stata inoltre introdotta la possibilità per la persona offesa di essere direttamente sentita dal pubblico ministero e non dalla polizia giudiziaria, previa richiesta motivata e tempestiva. Un altro strumento è quello di valutare entro il termine di 30 giorni la possibilità di richiedere al giudice una richiesta di misura cautelare”. Per la procuratrice Maligno, “l’impatto della normativa del Codice Rosso ha sicuramente effetti significativi sull’organizzazione degli affari penali che comporta il rischio di concentrare l’attività dell’ufficio quasi esclusivamente sui procedimenti che hanno ad oggetto la materia del Codice Rosso. I magistrati di nuova nomina, inoltre, non hanno ancora avuto la possibilità di partecipare a corsi di formazione specifica. Si sottolinea che la nuova legge sul femminicidio ha invece introdotto l’obbligatorietà di partecipare a corsi specifici per chi si occupa di questa materia”.





