Autobottisti fermi a Sciacca: “Non ci compete tracciabilità utenti”
La protesta esplode dopo le nuove procedure imposte da Aica: gli operatori contestano obblighi di certificazione ritenuti incompatibili con il loro ruolo. Dopo il caso Canicattì, il blocco si estende e rischia di coinvolgere altri comuni, mentre crescono disagi, tensioni e polemiche.
Gli autobottisti di Sciacca si fermano di nuovo: da oggi non garantiranno il servizio di approvvigionamento idrico sostitutivo. La protesta nasce dal nuovo contratto con Aica, che hanno regolarmente sottoscritto, i primi in provincia di Agrigento. Le tre imprese cittadine contestato per le procedure di certificazione richieste per ogni fornitura. Gli operatori ritengono che le nuove incombenze – dalla raccolta di informazioni sugli utenti alla tracciabilità completa del servizio, ora a loro totale carico – non siano compatibili con il ruolo di semplici trasportatori d’acqua. Sono disponibili a farlo, ma con la presenza di un presidio Aica. La tensione arriva dopo i controlli serrati delle ultime settimane e le sanzioni elevate in diversi comuni. A Canicattì, una multa da 10 mila euro ha già provocato la serrata degli autobottisti, lasciando senza acqua gran parte della città e scatenando proteste e polemiche politiche. La vicenda è finita sul tavolo del Prefetto, mentre lunedì è prevista una manifestazione davanti al municipio. Aica ribadisce che non è accettabile operare senza un contratto regolare e annuncia il potenziamento degli uffici per agevolare le nuove attivazioni. Intanto, però, la protesta si allarga: dopo Canicattì e Sciacca, altri comuni potrebbero restare senza servizio nei prossimi giorni.





