Aica: protesta sindaci agrigentini. “Accolti e poi invitati ad abbandonare la stanza su ordine diretto del presidente Schifani”

Secondo quanto denunciato dai sindaci, i presidenti di AICA e ATI sarebbero stati inizialmente accolti al tavolo istituzionale, ma poi l’incontro è stato solo con la presidente del Cda Danila Nobile

È rottura istituzionale tra i sindaci della provincia di Agrigento e la Presidenza della Regione Siciliana. I primi cittadini, membri dell’assemblea di AICA (Azienda Idrica Comuni Agrigentini), hanno espresso profondo rammarico per l’esclusione dei vertici di AICA e ATI dal recente incontro tenutosi a Palazzo d’Orléans tra il presidente della Regione, Renato Schifani, e il presidente del CdA dell’azienda idrica, Danila Nobile.

Un’esclusione che fa rumore

Secondo quanto denunciato dai sindaci, i presidenti di AICA e ATI – rappresentanti di 43 comuni agrigentini – sarebbero stati inizialmente accolti al tavolo istituzionale, salvo poi essere invitati ad abbandonare la stanza su ordine diretto del presidente Schifani. “Un gesto non solo formale, ma un segnale politico e istituzionale grave”, scrivono i sindaci, “che rischia di minare il rapporto di fiducia tra enti territoriali e Regione”.

Il nodo Siciliacque e la gestione del servizio idrico

Al centro della protesta vi è la richiesta, finora ignorata, di un confronto diretto con il presidente della Regione per affrontare la crisi idrica e i rapporti con Siciliacque Spa, società partecipata dalla Regione e considerata strategica nella gestione dell’acqua pubblica. I sindaci chiedono da tempo una discussione concreta sul futuro del servizio idrico integrato, ma lamentano una mancanza di ascolto da parte delle istituzioni regionali.

Appello alla collaborazione

Pur riconoscendo la volontà espressa da Schifani di supportare il territorio, i sindaci sottolineano che “proprio in un momento così delicato, è indispensabile costruire un dialogo leale e costruttivo, con la massima attenzione ai bisogni dei cittadini”. La richiesta è chiara: un incontro diretto con il presidente della Regione per affrontare insieme una delle emergenze più gravi del territorio agrigentino.