“Nato per l’emergenza diventa permanente”: affondo di Mare Nostrum sul dissalatore

Contestata la trasformazione dell’impianto in infrastruttura stabile senza valutazioni ambientali e urbanistiche: “A rischio paesaggio,...

Contestata la trasformazione dell’impianto in infrastruttura stabile senza valutazioni ambientali e urbanistiche: “A rischio paesaggio, turismo e futuro del territorio”

Sulla vicenda dissalatore mobile realizzato in prossimità della spiaggia a Porto Empedocle, il comitato cittadino spontaneo Mare Nostrum torna ad incalzare le istituzioni. Lo fa con una serie di articolate richieste inviate ai vertici dei governi regionali e nazionali, alla luce della recente revisione del piano idrico predisposto dalla struttura commissariale nazionale, che ha modificato le strategie per l’impianto mobile di dissalazione, divenuto definitivo, ed ha cancellato ogni ipotesi di riattivazione del dissalatore ormai in disuso dell’ex area Asi. In sostanza, ritengono che la conferma come impianto definitivo con un semplice atto commissariale potrebbe configurare una trasformazione sostanziale di un’opera emergenziale in infrastruttura stabile, senza il ricorso agli strumenti ordinari di pianificazione territoriale, ambientale e urbanistica. Una “denuncia civica”, così il comitato descrive la propria iniziativa, “che nesce – scrive – da un senso di responsabilità verso il territorio e da una richiesta di buona amministrazione, di verità istituzionale e di rispetto delle comunità locali”. Il comitato torna naturalmente a sollevare dubbi su ambiente e turismo: l’impianto sorge in un’area sensibile, affacciato sul mare frequentato da bagnanti, vicino al centro abitato e addossato alla capitaneria di Porto. Una zona dove nidificano levtartarughe caretta-caretta, con un litorale a vocazione pubblica e turistica. “La permanenza causerà un impatto irreversibile su paesaggio e sviluppo urbano”, denuncia il comitato, lamentando che progettazione e adeguamenti (come scarico di salamoia e insonorizzazione) siano stati decisi solo su pressione di cittadini e ambientalisti, senza pianificazione territoriale adeguata.

Mare Nostrum invita il presidente della Regione, il Presidente del consiglio dei Ministri e il Presidente della Repubblica, ad intervenire verificando la legittimità dell’uso dei poteri commissariali per la realizzazione e la conferma di un impianto in area urbana e costiera, di fare valutare la coerenza del Decreto n. 42/2025 con i principi di temporaneità, proporzionalità e straordinarietà, fare accertare il rispetto delle normative ambientali, paesaggistiche e urbanistiche, inclusi gli obblighi di bonifica dei siti industriali dismessi. E poi, verificare il corretto utilizzo delle risorse pubbliche, avuto riguardo al sovradimensionamento di alcune infrastrutture idrauliche che attraversano inopinatamente il centro urbano di Porto Empedocle e alla realizzazione di interventi di bonifica di aree industriali private con somme pubbliche destinate all’emergenza idrica. Una richiesta, infine, per promuovere un percorso trasparente e partecipato, che coinvolga la comunità locale e gli enti territoriali. “Gli interessi delle future generazioni – scrivono i soci di Mare Nostrum – vanno tutelati prima di rendere definitive scelte che incidono sullo sviluppo urbanistico e turistico della città”.

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